qua ci sono stata, questo l'ho visto

Il nostro luogo virtuale dove conoscerci meglio e fare quattro chiacciere fra amici...
Avatar utente
Patty56
Amministratore
Amministratore
Messaggi: 4706
Iscritto il: 24/11/2014, 20:16
Crociere Effettuate: 27

Re: qua ci sono stata, questo l'ho visto

Messaggioda Patty56 » 22/05/2020, 19:44

Ma che brave che siete! Ci fate sognare!


Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk


Patrizia ● Admin di Mondo Crociere Forum

Immagine


 

Avatar utente
maria59
Sottotenente
Sottotenente
Messaggi: 4579
Iscritto il: 02/06/2016, 22:00
Crociere Effettuate: 20

Re: qua ci sono stata, questo l'ho visto

Messaggioda maria59 » 23/05/2020, 15:15

Soller

Soller è un grazioso paese situato sulla costa nord-occidentale di Maiorca, a circa tre km dalle spiagge e dal suo vero e proprio sbocco sul mare, Port de Sóller, ha una netta personalità spagnola-araba con i suoi balconi ricchi di fiori e sulle sue strade si affacciano belle case storiche.
Il centro storico di Soller ha un fascino unico, con una grande ed ombreggiata piazza centrale, Plaza de la Constitución con una bella fontana dominata dall' Iglesia de Sant Bartomeu che ha un architettura molto particolare e osservandola si nota quanto sia simile all'edificio di fianco e in effetti è cosi poiché la facciata della chiesa è stata progettata insieme al palazzo della banca da Joan Rubio i Bellver discepolo di Antonio Gaudì, in Neo Gotico mentre l'interno della Chiesa è barocco con un bel Presepe in pianta stabile.
Dall’altro lato della Chiesa il Palazzo del Municipio.
Le piccole e caratteristiche stradine, arricchiscono ancora di più questo angolo di Spagna e i ristoranti, i negozi e la maggior parte degli hotel del centro restano aperti tutto l'anno, perchè il turismo è presente proprio per quasi tutta la totalità dell'anno in questa amena cittadina.
Il Paese si trova sul fondo di una verde e spettacolare vallata, ricca di panorami mozzafiato.
Una delle attrazioni principali è certamente il piacevole viaggio sul treno storico che oltre che attraversare il centro città, percorre il tragitto da Palma a Sóller e viceversa oppure un giro su uno dei tram aperti che collegano il centro con il porto ogni 15 minuti.
Partiremo anche noi dalla stazione di Soller verso Palma de Maiorca, viaggiando a bordo di un treno centenario in legno, in funzionamento dal 1912 e nel tragitto di circa 1 ora ammireremo i paesaggi della Sierra de Tramontana.
Si viaggia a bordo di vagoni storici fatti interamente di legno, seduti su sedili di pelle e lungo binari strettissimi. Il treno attraversa ben 13 tunnel, corre sopra ponti e sul viadotto con i suoi archi e curva dopo curva, giunge a destinazione, il convoglio parte ogni giorno per arrivare nel cuore di Palma, dove si trova la sua accogliente stazione, opera dell’architetto maiorchino Gaspar Bennàssar.
Alcuni punti panoramici sono mozzafiato: come il Mirador Pujol d’en Banya.
La valle che attraverseremo è famosa per i suoi aranceti e per le terrazze impreziosite da ulivi secolari.
Da oltre 600 anni,
a Sóller, vengono coltivate arance e per questo tutta la zona è stata definita “la valle dorata”.
Un viaggio davvero affascinante, che vi farà tornare indietro nel tempo e per chi ha la mia età il ricordo di un tempo lontano quando anche da noi si viaggiava su treni dai sedili di legno. Non un semplice treno quindi ma, probabilmente, una delle escursioni più interessanti all’interno dell’isola di Maiorca.


Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine



Avatar utente
Didi
Capo 3^ Classe
Capo 3^ Classe
Messaggi: 1433
Iscritto il: 17/07/2017, 14:54
Località: milano

Re: qua ci sono stata, questo l'ho visto

Messaggioda Didi » 23/05/2020, 15:24

Avendo la casa a Sanremo sono molti anni che facciamo qualche escursione di un giorno nell'entroterra sia ligure che francese e devo dire che sono posti stupendi che meritano di essere visitati.
Tutti stanno al mare ma tra i monti ci sono luoghi bellissimi. Le foto che ho risalgono a molti anni fa di entroterra ligure mi è rimasto pochissimo, di quello francese ho ancora parecchie foto avendole fatte in anni successivi.Sono luoghi difficilmente conosciuti ecco perchè voglio mostrarveli.
Se le Canyon del Verdon mostra colori di roccia grigia e acque turchesi, le gorge de Daluis e de Cians hanno un aspetto comletamente diverso .
Si percorrono due strade che costeggiano il fiume Var, l'una costeggia il fiume in basso, l'altra lo costeggia in alto ed entrambe mostrano panorami e roce spettacolari. Si possono percorrere entrambe unendole come un anello.Eccole

GORGES de DALUIS

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine


Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Gorges de Cians


Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

[url=https://imgur.com/SVhdqQe][img]]

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

la strada alta è più scenografica e molto più brutta da percorre, quella bassa è un po' più larga ,le rocce sono più rosate ma il contrasto tra il colore delle rocce, il verde della vegetazione , l'azzurro dell'acqua e il blu del cieo ne fanno uno spettacolo della natura difficile da vedere altrov.e



Avatar utente
Didi
Capo 3^ Classe
Capo 3^ Classe
Messaggi: 1433
Iscritto il: 17/07/2017, 14:54
Località: milano

Re: qua ci sono stata, questo l'ho visto

Messaggioda Didi » 23/05/2020, 15:55

proseguendo lungo la strada si giunge ad una vallata dove il Var scorre in una ghiaia grigia e più avanti diventa pure del colore del bitume tanto che i fianchi delle montagne sembrano asfaltati. Niente di bello ma decisamente originale.
La strada poi si inerpica lungo la montagna di fronte fino a raggiungere il passo del Cayol alto più di 2300m.
Interesante sapere che tra questo passo e l'Italia , quasi parallelo , c'è il Passo Della Bonette , il più alto d'europa che coi suoi 2808m. supera in altezza lo Stelvio e il col de L'iseran.
Qui non ho fotografie perchè avevamo finito la pellicola. Incerti del bel tempo che fu.



Avatar utente
maria59
Sottotenente
Sottotenente
Messaggi: 4579
Iscritto il: 02/06/2016, 22:00
Crociere Effettuate: 20

Re: qua ci sono stata, questo l'ho visto

Messaggioda maria59 » 23/05/2020, 17:04

ma come si fa a non amare questo nostro pianeta?
UNA MERAVIGLIA



Avatar utente
maria59
Sottotenente
Sottotenente
Messaggi: 4579
Iscritto il: 02/06/2016, 22:00
Crociere Effettuate: 20

Re: qua ci sono stata, questo l'ho visto

Messaggioda maria59 » 24/05/2020, 15:33

Betlemme

Ci sono dei posti che chiunque dovrebbe vedere almeno una volta nella vita, posti come la città di Betlemme.
La città di Betlemme, il cui significato in arabo è, letteralmente, “Casa della Carne”, mentre in greco e in ebraico significa “Casa del Pane”.
Betlemme è una realtà che fa riflettere e che a me ha lasciato l’amaro in bocca, non posso descrivere solo un posto, mi sento di dover riportare ciò che ho vissuto e sentito, anche se hai letto e studiato il luogo prima di andarci ho poi visitato una realtà che pur sapendo che sarà diversa non mi aspettavo non così "tragica".
Pochi chilometri separano Gerusalemme da Betlemme, ma tra le due città c’è un abisso.
Si ha subito, appena passato del confine, l’impressione di essere su un altro pianeta.
Case fatiscenti, spazzatura di ogni tipo gettata sui marciapiedi, macchine che cadono a pezzi parcheggiate o abbandonate sul ciglio della strada, gente che si abbandona seduta a terra lasciando che altra gente li scavalchi senza neanche badarci o le mosche li vengano a visitare in viso senza voglia di allontanarle, bambini lerci che non ti danno pace cercando di venderti paccottiglia cinese e immagini sacre vecchie e scrostate.
Già da lontano vediamo una parte dei 570 Km di muro che costituiscono la barriera costruita per lo più sul territorio palestinese, e proprio davanti al muro ci lascia la guida israeliana perchè non le permesso entrare in Palestina e attraversiamo questo mostro di muro per ritrovarci come dicevo in una realtà totalmente diversa.
Le due facce della Luna che sempre Luna è ma..............
E sorvolo sulla guida palestinese che viene a prenderci.
La Basilica della Natività non è molto lontana ma c’è un traffico incredibile.
Non ci sono semafori, non si vede una rotonda e vale la regola generale del più scaltro.
Arriviamo lungo la strada che porta alla Piazza della Mangiatoia tra buche, salti e sorpassi azzardati, ci lasciano in una specie di garage per bus dove regnano la confusione, l’odore dei gas di scarico misto a quello di olio fritto e fa caldo, un caldo nauseante e appiccicaticcio.
Camminando in salita superiamo alcuni garage che sono stati trasformati in negozi dove i portoni restano aperti perché è l’unico modo per far entrare una lama di luce e un filino d’aria, in una stanza di pochi metri quadrati al livello della strada qualcuno ha sistemato un forno e prepara il pane, mentre altri hanno messo una friggitrice sul marciapiede e vendono cibo maleodorante ai passanti, il modello americano esiste anche qua e sembra sia in qualche modo un obiettivo da imitare, una pessima imitazione e vediamo alcuni bar con il logo e i colori di “Starbucks” ma la scritta in patetico stile occidentale è “Starsanducks”.
Camminando ci hanno praticamente vietato di scattare foto, la gente non gradisce e c’è pericolo che la macchina fotografica ti si volatizza tra le mani-
Arriviamo fortunatamente presto alla Basilica della Natività, alla quale si accede attraverso la Porta dell’Umiltà, un passaggio talmente piccolo da costringere anche i meno alti a chinarsi.
Sulla spianata moltissima gente e di fronte al muro dell’ingresso, sulla stessa piazza svetta alto il minareto della principale Moschea che ci ricorda la zona musulmana.
Per accedere alla Grotta della Natività, in fondo alla basilica, c’è una coda lunghissima che occupa un’intera navata ed è così poco organizzata che nonostante la voglia , la tentazione di lasciar perdere è mooooolto forte, e intanto che cerchiamo di avanzare con educazione arrivano dei gruppi rumeni e russi che superano la coda fregandosene delle proteste e si infilano direttamente nella grotta e mentre la situazione diventa ancora più insostenibile la nostra guida si è dileguata e poi ci dice che tanto lui è musulmano e poco gli importa se riusciamo a vedere la grotta e che poi è sempre eternamente così e nessuno ci può fare niente.
Immaginate la gente che vi spintona da dietro, da sinistra, da destra, il fumo dell’incenso, le donne dell'est europeo che pregano ad alta voce e la stanchezza e il caldo che vi levano il fiato.
Alla fine arriviamo agli scalini che conducono alla cripta, dove il rischio di mettere un piede in fallo e venire schiacciati dai fedeli è notevole.
All’interno, dove è permesso fare una foto e uscire dalla parte opposta tanti si inginocchiano nella grotta, toccano la pietra, piangono e pregano e non hanno voglia di staccarsi da là alla faccia di chi viene dopo e nessuno a controllare e a far rispettare una minima regola fondamentale, niente di niente.
Mi sono sempre ritenuta una persona tollerante e mio figlio che è con me lo è ancora di più ma questo lo trovo oltre il fanatismo e non vedo niente legato alla religiosità seria e pacata ma quasi un isteria collettiva e devo dire che non me l'aspettavo proprio in quel Santo Luogo.
Ci spostiamo in Chiesa per una preghiera personale e silenziosa e usciamo nel chiostro dove respiriamo un attimo di serenità certosina.
Appena fuori la guida che ci aspetta al punto concordato ci spinge in un negozio che vende oggetti intagliati in legno di ulivo, una brutta trappola per turisti e in più si dilegua e infatti non lo vedremo più lasciandoci in un ambiente che non ho trovato per niente piacevole e quando siamo riusciti ad uscire senza aver acquistato ci siamo resi conto che l'atteggiamento di quelli del negozio non era propriamente socievole.
Eppure in fondo per gli abitanti di Betlemme il turismo è una forte fonte di sostentamento ma l'atteggiamento che ci hanno usato poco invitano ad un ritorno.
E finalmente siamo sul bus ma per arrivare al muro e quindi fare meno di 1 Km ci abbiamo impiegato quasi due ore e appena passato abbiamo avuto con controllo con le armi spianate da parte dei soldati israeliani.
Un posto che avevo sognato tanto e che poco mi ha lasciato.

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine




Torna a “Il nostro Mondo”

  • Social Networks

  • Pubblicità