[DIARIO] Ma si, facciamo una puntatina...

Apriamo in questa sezione i diari delle nostre vacanze non crocieristiche per raccontare le nostre emozioni...
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maria59
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Re: [DIARIO] Ma si, facciamo una puntatina...

Messaggioda maria59 » 29/01/2018, 17:48

ed eccoci nuovamente fuori dalla casa e diretti agli studios di Chaplin

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quel fienile che vediamo, oggi è un elegantissimo ristorante-bar-loung

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ma noi siamo diretti alla costruzione che quasi l'affianca

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la prima cosa, subito dopo l'ingresso è una sala cinematografica dove, a turno di 50 persone alla volta, assistiamo ad un reportage-documentario delle opere di Sir Charles Spencer "Charlie" Chaplin

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dopo di chè, entriamo in un mondo fantastico, entriamo "dentro" le opere del magnifico regista
Il risultato è mozzafiato: si entra sul set dei principali film di Chaplin, accanto ai personaggi che sembrano reali,
"Il monello"

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"
Il circo"

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Una grande sala che simula la pista di un circo è un omaggio all’Italia, con le riproduzioni di Arturo Brachetti, Federico Fellini, Roberto Benigni.

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Molta multimedialità, molta interattività.

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All’interno di ogni scena si può interagire, sostituirsi agli attori e farsi fotografare: mettersi in testa la bombetta, camminare con il bastone… E’ il paradiso del selfie!

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Come affermava Totò:
"non si può essere un vero attore comico senza aver fatto la guerra con la vita"
Ripercorrendo l’infanzia di Chaplin ritroviamo le precarie condizioni finanziarie della famiglia, due anni fra collegi e istituti per orfani sia per Charlie che per il fratello Sydney. Quando Charlie aveva dodici anni il padre morì e la madre, affetta da turbe mentali, venne ricoverata in un istituto. Le vicende dell'infanzia non impedirono al piccolo Chaplin di apprendere proprio dalla madre l'arte del canto e della recitazione. I primi passi sul palcoscenico li mosse assieme a lei alla tenera età di cinque anni
e qua la similitudine con un altro artista e l’artista in questione naturalmente è Michael Jackson.

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La sua storia è nota a tutti e il segreto della sua storia non è nascosto tra i brani classici, ma nel Childhood.
Le parole del testo descrivono il suo passato, rimasto presente e indelebile e rappresentato in un suo disegno, riproponendo un immagine di un Chaplin indifeso da lui stesso interpretato.
Nel testo, infatti canta: Avete visto la mia infanzia? sto cercando il mondo dal quale provengo perché è un po’ che cerco tra gli oggetti smarriti del mio cuore, nessuno mi capisce pensano che siano stranezze eccentriche... perché continuo a scherzare come un bambino, ma scusate se... la gente dice che non sono a posto perché mi piacciono cose semplici... sono stato costretto a compensare per l'infanzia che non ho mai avuto...(ho preso la traduzione da wikipedia)
ma continuiamo ad andare

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Guardandomi bene intorno posso affermare che in definitiva mi pare che si divertano di più i grandi rispetto ai bambini.
"Tempi moderni"

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e io sono quella che si diverte di più

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vi ricordate questa casetta?

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mi spiace la mancanza di foto internamente ma, la dentro abbiamo avuto la stessa avventura del povero Charly,
VALANGA!!!!!

Il grande dittatore…

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La storia del film si svolge nella Tomania oppressa da un regime dittatoriale e vede Charlie Chaplin occupato nella parte dei due protagonisti. Uno di questi è il barbiere ebreo privo di memoria, che, tornato a casa dopo anni in ospedale, non comprende quanto avviene nel suo paese e attacca gli sgherri del dittatore Adenoid Hynkel, l’altro personaggio interpretato dall’attore.
L'indole dolce e pacifica del barbiere conquista l’amore di Hanna (interpretata dall'attrice Paulette Goddard che all'epoca era la compagna di Chaplin) (perdonate le foto non tutte perfette purtroppo)

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Per puro caso il barbiere verrà scambiato per il Dittatore e potrà parlare a milioni di persone nel mondo: il Discorso all’Umanità è uno dei momenti più toccanti del Cinema di Chaplin, che tenterà senza successo di invertire la rotta che la Storia ormai aveva intrapreso.
Il Grande Dittatore è comunque uno dei film più belli e sentiti di Chaplin, che prova a far capire al suo pubblico e al mondo quanto tutto quello che stava accadendo fosse illogico e assurdo: la sua idea dell’uomo non è questa folle corsa verso l’autodistruzione e l’odio.
Si dice che se Charlie Chaplin avesse realizzato quattro o cinque anni prima Il Grande Dittatore, Hitler e il Nazismo non sarebbero potuti arrivare a scatenare il loro arsenale d’odio e persecuzione sull’Europa e su gran parte del pianeta: una risata li avrebbe seppelliti e ridicolizzati per sempre.
Purtroppo non andò così.
Ritorniamo indietro o per meglio dire proseguiamo per ritornare a "Tempi moderni" che è il film del commiato di Charlot ed entriamo nella sua ambientazione
Il ristorante sgangherato

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con un attimo di modernità

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L’esposizione è una continua sorpresa: ovunque sono presenti schermi sui quali scorrono scene note e altre inedite di tutte le epoche.
Stupefacente è anche l’eccezionale qualità degli spezzoni di cinema muto.

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e poi le cose che sono e resteranno nella nostra memoria e che sono e resteranno eternamente giovani

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America, anni trenta.
Charlot lavora in una grande fabbrica, dove avvita bulloni alla catena di montaggio.
Impazzito a causa del ritmo accelerato della catena, finisce in manicomio.
Quando ne esce, viene scambiato per un agitatore politico e finisce in prigione.

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Uscito anche dalla prigione, incontra una ragazza che vive in una cadente baracca di legno e ne diventa amico.
Successivamente si fa assumere come guardiano notturno in un grande magazzino, di nuovo in fabbrica e infine come cameriere in un ristorante.
Rimasto di nuovo senza lavoro si incammina fiducioso con la ragazza lungo una strada dritta che si perde all'orizzonte.

"Charlot inserviente di banca" o "Charlot in banca"
altro film del nostro ormai amico

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Da wikipedia:
Nello sbrigare l'attività giornaliera di pulizia e riordino degli uffici della banca, coltiva il sogno d'amore per la bella segretaria del direttore che invece spasima per il bel cassiere. Charlot le scrive una lettera d'amore accompagnata da un omaggio floreale che lascerà sulla scrivania di lei nascondendosi nell'adiacente ufficio per spiarne la reazione, quando viene richiamato dalle grida di lei aggredita da malintenzionati determinati a impadronirsi dei tesori custoditi nel caveau per cui la immobilizzeranno dopo la fuga del bel cassiere con cui si apprestava ad entrare nel forziere interrotti dall'irruzione dei malviventi, che non avevano, però, fatto i conti con Charlot che con spregio del pericolo interviene sventando la rapina e liberando l'amata.

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la galleria dei ricordi e premi

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"Charlot usuraio"
Impiegato d'un usuraio che concede prestiti su pegni Charlot corteggia sua figlia e litiga continuamente con un altro commesso.
È questo il primo capolavoro assoluto di Chaplin.
Ecco la gag più celebre: dopo esser stato la vittima d'un vecchio scroccone piagnucoloso, Charlot ha come cliente un poveretto dall'aria stupefatta che gli offre come pegno una sveglia.

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Egli l'ascolta servendosi d'uno stetoscopio, la apre come fosse una scatola di conserva, ne estrae le rotelle come se fossero denti, le esamina con la lente d'ingrandimento, taglia la molla con le pinze, ne contempla i pezzi staccati torcersi come un verme tagliato a fette, poi raccoglie il tutto e lo rende al cliente che è rimasto a guardarlo con attenzione, rifiutando di dargli un solo centesimo; quando questi protesta, Chariot lo colpisce col martello.

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Uscendo dalla bottega, il disgraziato si vendicherà su un innocente passante, come aveva fatto Charlot con lui, imbrogliato in precedenza da un altro.

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e poi una vetrina con una racconta di Charlot

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"Luci della Ribalta"
Lo straordinario “Luci della ribalta” usciva a Londra per la prima volta il 16 ottobre 1952.
Il clown teatrale Calvero, un tempo acclamato, è in crisi artistica e si è dato all’alcol.
Sono in crisi anche la ballerina Terry e il suo partner in scena (Buster Keaton).
Sarà Calvero a salvare Terry dal suicidio e la ragazza, segretamente innamorata di lui, riesce ad inserirlo in un suo spettacolo.
Il successo riesplode per entrambi, ma Calvero rifiuta l’amore della bella Terry perché sa di essere troppo vecchio per lei, e cerca di spingerla tra le braccia del pianista Neville.
Tuttavia, nella serata in cui Calvero e il suo partner tornano sotto le luci della ribalta, il clown ha un infarto e viene portato dietro le quinte.
L’uomo morirà mentre Terry si sta esibendo, riconquistando il suo amato pubblico.

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e ora carissimi amici e amiche riposatevi che c'è ancora da camminare



 

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Re: [DIARIO] Ma si, facciamo una puntatina...

Messaggioda Alessandra » 29/01/2018, 19:43

maria59 ha scritto:con un attimo di modernità

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Questa ragazza credevo proprio fosse vera. Incredibile.



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Re: [DIARIO] Ma si, facciamo una puntatina...

Messaggioda maria59 » 29/01/2018, 19:44

credimi, appena entrata l'ho creduto pure, poi visto che restava immobile pure mentre la fotografavo..................
diverse statue mi hanno dato questa sensazione
fatte veramente bene e messe in punti strategiche



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Re: [DIARIO] Ma si, facciamo una puntatina...

Messaggioda maria59 » 31/01/2018, 20:11

e per finire in bellezza una bella passeggiata con visita al parco

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certo che a leggere che il percorso necessita di 20 minuti mi ha un po smontato (ormai la stanchezza si fa sentire) però mi accorgo pure di panchine e sedie da giardino e allora la prospettiva del giro cambia

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Il parco è gigantesco non solo come parco in se ma e sopratutto per gli alberi che vi trovano casa

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dei veri e propri giganti del mondo vegetale su 14 ettari di grande parco con una vista sconfinata sul Lago Lemano

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Ogni anno, in occasione della festa patronale del Paese di Corsier-sur-Vevey, che cade sempre durante l'ultimo fine settimana del mese d'agosto, si tiene la Corsa Chaplin, aperta a tutti, senza limiti d'età.
I percorsi per i bambini si snodano all'interno del parco stesso, mentre per gli adulti che possono accedere ai percorsi in dislivello di tre e undici chilometri, il parco della villa Manoir de Ban, appunto la villa di Chaplin nel parco che abbiamo visitato, è un importante tratto del passaggio dei podisti.

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da qua possiamo ammirare la facciata della casa costruita a metà ottocento, in stile neoclassico

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Chaplin e sua moglie, Oona O’Neill, quarta moglie dell'attore, avevano 8 figli, di cui 4 nati proprio qui nella casa svizzera, bambini che andavano a scuola nel quartiere e portavano a casa gli amici per giocare nel grande parco, nel campo di tennis e nei prati immensi e dove la famiglia amava invitare gli amici per enormi barbecue
Per i bambini deve essere stato un vero paradiso.

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arriviamo sul lato opposto all'ingresso della casa dove, girandoci attorno, possiamo ammirare meglio il pateo

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e ci meritiamo una consistente sosta restando a godere del tepore del sole, del profumo del verde, della serenità del luogo

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finchè non arriva il momento di lasciare il CHAPLIN’S WORLD

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Re: [DIARIO] Ma si, facciamo una puntatina...

Messaggioda maria59 » 06/02/2018, 17:26

ed eccoci a noi
ritorniamo a casa dopo una gran bella giornata dal nostro amico Chaplin

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ma mentre andiamo verso la stazione, ancora uno sguardo lungo la strada

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anche il finestrino di un autobus a ben guardare può regalare belle visioni o inattese opere cittadine

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e mentre gambe e piedi tirano un grosso sospiro di sollievo, gli occhi non trovano pace :P
ma una volta arrivati alla stazione dove un treno freme per portarci a casa, ci rendiamo conto che, la giornata non è finita e che anzi si è ulteriormente illuminata e un bel sole caldo riscalda e senza tenere conto delle urla dei nostri (assolutamente solo i miei) piedi prendiamo la strada fronte stazione

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strada che scende dritta dritta al lago

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troviamo un gran bel passeggio, bambini e cani a prendere il sole e giocare coi cigni

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Vevey è una delle perle della Riviera svizzera, si affaccia sul Lago Lemano e il suo microclima favorisce la coltivazione della vite e da qua infatti parte il "Treno delle Vigne", la ferrovia «viticola» che percorre i vigneti da Lavaux fino a Puidoux-Chexbres, punto di partenza ideale per passeggiate attraverso le meravigliose colline del posto, itinerari tematici dalle molteplici possibilità di degustazione attraversa le soleggiate colline tra Losanna e Montreux.
Veramente non è l'unico treno turistico e non solo che parte da Vevey, da qua parte pure il "Treno delle Stelle" tratto ferroviario che collega Vevey al monte panoramico Les Pléiades che si alza per circa 1300 m e che offre una magnifica vista e numerose attività anche legate alla visualizzazione del cielo notturno nel suo osservatorio astronomico.
Queste sono attività che mi auguro di intraprendere prima o poi, senza fretta ma con entusiasmo.
Anche da Vevey si possono effettuare crociera in battello su quelle bellissime imbarcazioni azionate dalle pale e che conducono i visitatori nei luoghi più belli del Lago Lemano oltre a quelle due tappe che abbiamo visitato insieme.
Mio figlio mi racconta pure di due manifestazioni che mi auguro di vedere sempre prima o poi che si svolgono qui a Vevey e cioè il Festival degli artisti di strada che dura tre giorni e dove numerosi gruppi presentano più di un centinaio di spettacoli di strada sulle piazze del centro storico, questo nel mese di agosto, mentre in primavera, nei mesi fra aprile e maggio, si svolge il Cully Jazz Festival, un festival di primavera allietato da visite nelle cantine vinicole locali e negli accoglienti bar e sembra vanti un numeroso :P pubblico affezionato.
Noi invece adesso ci prepariamo ad una passeggiata sulle rive del lago, un sentiero rivierasco bordato di palme e fiori che va da Vevey fino al castello di Chillon passando da Montreux, adatto per passeggiate a piedi o sui pattini a rotelle oggi numerosissime.

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io sono una donna di mare e trovo nel lago un mio ambiente ideale ma la maestosità delle montagne svizzere mi lasciano senza fiato, per molti sarà una cosa normale, per me è un sublime incontro fra acqua e roccia, fra giù e su e mi accorgo che guardandole trattengo il respiro nello stesso modo come farei sott'acqua e mi viene da chiedere se poi in fondo, non potrei amarle come il mio adorato mondo liquido

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ma dopo aver preso un gelato che comunque non è riuscito a rinfrescare fino in fooooooooooooondo, andiamo

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e poi, abbiamo molteplici motivi che ci fermano, moltissimi momenti che...........
Lo spettacolo naturale rimane unico e suggestivo ma qua abbiamo da guardarlo da un punto particolare e del tutto nuovo, almeno per me

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il municipio di Vevey ha installato questi sedili sulle rocce a bordo lago perchè la gente potesse rilassarsi al sole e lasciarsi andare al panorama che esso regala e oggi si contano solo pochissimi sedili vuoti, il tempo è splendido
L’atmosfera è rilassata, i turisti passeggiano a bordo lago e coppie amoreggiano seduti sulle panchine di fronte allo specchio d’acqua, mangiando un gelato o gustando una bibita, le anziane signore si siedono allungando le gambe e togliendo le scarpe, i bambini corrono liberi dietro i palloncini colorati o vanno in bicicletta e ancora qualcuno corre dietro il cerchio, ricordo di un tempo ormai lontanissimo che qua sembra faccia parte di un quadro del tutto attuale.
Vevey non nasconde una certa decadenza retrò, come un vecchio abito vintage, un po’ impolverato ma di inestimabile valore.
E mentre Vevey ci racconta una storia dimenticata, ma che si ripete senza fine altre cose fanno felici i nostri occhi, la nostra mente.
IL busto del poeta rumeno Mihai Eminescu

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è stato un poeta romantico, romanziere e giornalista, spesso considerato il più famoso e influente poeta rumeno.
La scultura è di Andrey Bove, ed è stata donata dalla città di Vevey all'ambasciata della Romania in Svizzera.
È diventata una tradizione che ogni anno a gennaio i rumeni in Svizzera si incontrano a Vevey per celebrare il compleanno del poeta.

Poco più avanti la statua dedicata allo scrittore ucraino Nicolas Gogol
da Wikipedia: Nikolaj Vasil'evič Gogol' è stato uno scrittore e drammaturgo russo. Gogol' è considerato uno dei grandi della letteratura russa
non ho scoperto perchè una statua a ricordo qua a Vevey

e in acqua.............

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Quest’enorme forchetta d’acciaio inossidabile – scolpita nel 1995 dai due artisti locali Jean-Pierre Zaugg e Georges Favre – offre ai turisti un “assaggio” di quello che vedranno su una delle sponde del lago il Museo dell’Alimentazione (Alimentarium).
Ma prima di arrivarci, incontriamo nuovamente il nostro amico

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ormai di lui abbiamo detto tutto o quasi tutto, ci fermiamo un attimo a guardarlo e salutarlo e andiamo avanti.
Raggiungiamo l’edificio del Museo dell’Alimentazione, di proprietà della Nestlé, di fronte al quale troneggia, in mezzo al lago, la grande forchetta.

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e secondo voi trovando aperto non decidiamo di entrare?
solo che io e le mie gambe abbiamo bisogno almeno di 10 minuti di pace prima di proseguire e allora anche noi ci sediamo a gustarci un attimo di tranquillità in riva al lago stavolta con una buonissima limonata fresca



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Re: [DIARIO] Ma si, facciamo una puntatina...

Messaggioda maria59 » 06/02/2018, 17:35

un doppio invio



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Re: [DIARIO] Ma si, facciamo una puntatina...

Messaggioda sciguetto » 06/02/2018, 19:43

Eccomi, Maria, ;-). La statua a Gogol venne posizionata nel 200mo della sua nascita poiché soggiornò un anno a Vevey e vi scrisse buona parte de Le anime morte.


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Re: [DIARIO] Ma si, facciamo una puntatina...

Messaggioda maria59 » 06/02/2018, 20:11

ecco come farsi una cultura
basta scrivere e si ottiene la risposta
che fa fare avere amici
Grazie Bruno Immagine


e intanto mi accorgo che la foto non c'è
la posto qua

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Re: [DIARIO] Ma si, facciamo una puntatina...

Messaggioda sciguetto » 06/02/2018, 20:50

;) :hearts:


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Re: [DIARIO] Ma si, facciamo una puntatina...

Messaggioda Didi » 06/02/2018, 23:00

Maria diario belissimo, ma come hai fatto a fare tutta quella srada? altro chemal di piedi....sei decisamente tenace.




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