Umberto Cagni di Bu Meliana

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Umberto Cagni di Bu Meliana

Messaggioda LongJohn73 » 29/04/2017, 15:43

Umberto Cagni conte di Bu Meliana (Asti, 24 febbraio 1863 – Genova, 22 aprile 1932) è stato un ammiraglio ed esploratore italiano.

Ricoprì le cariche di senatore del Regno e commissario al Consorzio autonomo del porto di Genova.
Il padre Manfredo, generale dell'esercito piemontese, lo iscrisse a 14 anni nella Scuola di marina di Napoli. Proseguì gli studi alla marina di Genova, conseguendo il grado di guardiamarina nel 1881.
Dal 1882 al 1885 fece il giro del mondo sulla nave Vittor Pisani. Nel 1895, sulla Cristoforo Colombo, partecipò ad un altro viaggio analogo.
Nominato da Umberto I aiutante del duca degli Abruzzi nel 1893, nel 1897 partì appunto con Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, duca degli Abruzzi per l'Alaska alla conquista della vetta del monte Saint Elias, che avvenne il 2 agosto dello stesso anno.
Nel 1899 partecipò alla spedizione al Polo Nord con la Stella Polare, organizzata da Luigi Amedeo di Savoia. Riuscì tra la fine di marzo ed il 25 aprile dello stesso anno, a raggiungere la più alta latitudine mai prima toccata dall'uomo sino a quel momento: 86° 41'.
Nel 1909 si distinse particolarmente per i soccorsi portati a seguito del terremoto di Messina.
Nel 1911 all'inizio della guerra italo-turca sbarcò a Tripoli nella Libia ottomana occupando la città con poche centinaia di marinai[3] e tenendola brillantemente fino all'arrivo del contingente del Regio Esercito. Durante la prima guerra mondiale comandò la divisione incrociatori a Brindisi e poi la base navale della Spezia.
Nominato il 4 novembre 1918 comandante delle forze navali destinate a Pola, entrò in quella che era stata la principale base austriaca il giorno seguente e impose la consegna dei forti, della base e della flotta.
Conte di Bu Meliana nel 1919, presidente del Consiglio Superiore di Marina nel novembre del 1922, l'ammiraglio lasciò il servizio militare nel 1923. Fu Commissario dal 1923 al 1926 e poi Presidente fino al 1929 del consorzio del Porto di Genova. Successivamente presiedé i Cantieri Navali Riuniti dell'Adriatico. Morì nel 1932 e fu sepolto nella città natale, Asti.
Con Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, il 12 giugno 1899 l'ammiraglio Umberto Cagni salpò da Christiania (oggi Oslo) sulla baleniera di legno di 350 tonnellate Jason, (ribattezzata Stella Polare) per tentare di raggiungere il Polo Nord per via “di superficie”, cioè su quel mare di ghiaccio e raggiunse la baia di Teplitz.
Erano imbarcati, oltre a Cagni e a Luigi Amedeo, dodici italiani, tra cui i componenti della pattuglia poi da lui guidata verso al polo, il tenente di vascello Querini e il medico di Marina Achille Cavalli Molinelli, (poi comandante del Corpo Sanitario della Regia Marina), otto norvegesi (che costituivano l'equipaggio), un centinaio di cani da slitta, provviste alimentari e attrezzature varie.
Per prepararsi alla spedizione vera e propria, si fermarono a Teplitz nell'inverno, ma la nave, imprigionata dai ghiacci, si squarciò su un lato e venne allestito un campo base di fortuna sulla banchisa; il Duca degli Abruzzi subì l'amputazione di due falangi a causa di congelamenti e dovette rinunciare al tentativo di raggiungere il Polo.
La spedizione iniziò in primavera, l'11 marzo 1900. I membri si divisero in tre gruppi, con slitte e cani, viveri e materiali: i primi due gruppi, di sostegno al terzo, dopo alcuni giorni di difficoltà, tornarono al campo base contando la perdita di tre uomini. Il terzo gruppo, formato dal comandante Cagni, il marinaio Canepa e le guide valdostane Petigax e Fenoillet, con viveri per tre mesi, il 25 aprile, tra mille difficoltà, raggiunsero gli 86° e 34' di latitudine nord, superando il record di Fridtjof Nansen di 21', a 381 km dal Polo Nord.
Nel freddo dell'Artico, con strumenti ricognitivi rudimentali e amputazioni per congelamento, decisero però di tornare indietro: dopo dieci giorni di marcia abbandonarono quasi tutto sui lastroni di ghiaccio, alla deriva. Con una sola tenda, dodici cani e le provviste strettamente necessarie sulle slitte rimaste, i quattro uomini riuscirono finalmente a raggiungere la baia di Teplitz, era il 23 giugno 1900. Cagni e i suoi avevano percorso 1400 chilometri in 104 giorni: un'impresa storica.


„Di Lazio ci si ammala inguaribilmente.“
– Giorgio Chinaglia

Riferimento: http://le-citazioni.it/autori/giorgio-c ... /?q=216769

 

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Re: Umberto Cagni di Bu Meliana

Messaggioda LongJohn73 » 29/04/2017, 15:44

Nella letteratura Giovanni Pascoli gli dedicò una poesia

« ….La nostra bandiera
sta sopra indicibili lande.
Chi l'ha nell'eterno confitta?
chi? Stuolo non molto, sì grande.
E ferro non era
nelle inaccessibili mani:
aurighi d'alivola slitta,
tra un rauco anelare di cani,
parevano un arido volo
di foglie, che piccolo e solo
va con la bufera…. »
(A Umberto Cagni, Giovanni Pascoli)

Un altro a rendergli omaggio fu anche Gabriele D'Annunzio

« Penso.(...). la volontà spietata e senza voce che ti facea lo sguardo come il taglio della piccozza.(...).il maglio invisibile che schiacciava i blocchi enormi.(...). le slitte tratte fuori dalle crepe improvvise; la costretta man dolorosa ai ruvidi lavori.(...). la galletta muffita per panatica, all'ansante sete il sorso dell'acqua fetida, ogni penuria, ogni miseria.(...). Le dighe bianche s'alzavano, crollavano.(...).E tu dicevi a te: «Più oltre». L'Oceano era un bàratro di rotte isole. E tu dicevi a te: «Più oltre». Sparivano i due solchi in un tumulto raggiante informe immenso. E tu: «Più oltre!»... »
(Laudi, Canzone a Umberto Cagni, Gabriele D'Annunzio)


„Di Lazio ci si ammala inguaribilmente.“
– Giorgio Chinaglia

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Re: Umberto Cagni di Bu Meliana

Messaggioda LongJohn73 » 29/04/2017, 15:45

A cento anni di distanza, l'Associazione Filatelica Astigiana ha ricordato Umberto Cagni e la spedizione al Polo Nord con un annullo postale (Asti, 10 novembre 2000), in una cartolina ufficiale disegnata da Peracchio.
Umberto Cagni diventò Presidente dei Cantieri Riuniti dell'Adriatico, incaricati di costruire la nave Conte di Savoia su richiesta dell'amico Duca degli Abruzzi, presidente della Società “Italia”.


„Di Lazio ci si ammala inguaribilmente.“
– Giorgio Chinaglia

Riferimento: http://le-citazioni.it/autori/giorgio-c ... /?q=216769


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